5
Agosto
processione all'eremo
di Santa Cecilia sul Cengio Rosso
Una tradizione molto nota e sentita dai volanesi vuole che
il 5 agosto di ogni anno la comunità di Volano si rechi in processione
all'eremo e qui assista alla Santa messa, ma nulla dice circa
l'origine di tale usanza.
La data è comunque molto significativa. Il 5 agosto
infatti, corrisponde per Rovereto alla giornata del celebre voto fatto
a Maria Santissima Ausiliatrice in occasione dello scampato pericolo
rappresentato dalle devastanti truppe francesi del generale Vendome,
le quali giunte in Vallagarina nel 1703, rimasero sulla destra Adige
acquartierandosi e mettendo a ferro e fuoco la valle di Gresta, Mori e
i paesi di Isera, Nogaredo, Villa Lagarina, Pomarolo e Nomi, e
risparmiando il roveretano. |
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E' possibile che in tale circostanza la comunità di
Volano facesse voto di salire processionalmente ogni
anno a Santa Cecilia qualora fosse stata salvata dal
saccheggio francese, cosa che avvenne. In questo senso
anche l'ampliamento del 1713, proprio in quanto di pochi
anni successivo a questi fatti, può essere messo in
relazione al voto, o addirittura essere stato compreso
nel voto.
Queste osservazioni, avanzate a suo tempo già da don
Chiocchetti, sono però in contraddizione con la citata
processione solenne del 1716. Se infatti il voto fosse
stato già espresso e rispettato, come nella vicina
Rovereto, non si capisce la necessità di recarsi in
maniera così solenne a Santa Cecilia alla metà di
maggio, quando di lì a due mesi e mezzo ci sarebbe
stata l'annuale processione votiva.
Nei pochissimi documenti che abbiamo su Santa Cecilia,
il voto è ricordato per la prima volta nel 1830:
"Per aderire al voto universale il giorno 5 agosto
vi si andà processionalmente . ..". Quest o
"voto universale" del 5 agosto sembra proprio
riferirsi a quello a Maria Ausiliatrice, anche se il
contesto è diverso e, come edremo in seguito, fa
riferimento ad una processione propiziatoria.
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L'unica spiegazione possibile è che la comunità di
Volano nel mantenere la promessa votiva sia stata meno
sollecita di quella roveretana che già nel 1705 aveva
istituito la sua festa, e che la processione a Santa
Cecilia sia stata introdotta diversi anni dopo. La
questione rimane comunque aperta.
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Caratteristica per la sua posizione scoscesa un tempo
custodita da eremiti, secondo la tradizione ospitò un gruppo di
artiglierie francesi che lo stesso Napoleone ordinò vi venissero
trasportate per poter bombardare dall'alto il castello della Pietra. |
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"Questo romitaggio si trova in un incavo del Zengio
Rosso presso Castelpietra in territorio di Volano. Dal
basso della valle nulla si vede, anzi parrebbe impossibile che
ci sia qualche cosa di più dei nidi del passero solitario.
Eppure vi è un piccolo piazzale e addossata alla rupe a
strapiombo la capellina con due piccoli locali, dei quali uno
serve da ripostiglio, l'altro da cucina per i visitatori. Dal
ciglio del piazzale si domina la valle dell'Adige da Trento
fino a Rovereto, si vede il fiume azzurro snodarsi attraverso
le campagne e i paesi accostati ai piedi dei monti".
E in vero l'eremo di S. Cecilia è collocato in luogo tanto
suggestivo che se non può competere con quello di S.
Colombano per antichità e forme architettoniche, certo lo
supera per l'arditezza della posizione, così che il
visitatore è diviso tra lo sgomento provocato dall'imponente
(e incombente) parete del Cengio Rosso e l'emozione suscitata
dalla stupenda vista sulla sottostante valle dell'Adige.
Il capitello originario (1611) Come spesso accade per le opere
nate dalla devozione popolare, l'unica informazione
sull'origine della chiesetta di S. Cecilia è fornita
direttamente dalla costruzione stessa;
in questo caso dall'iscrizione posta in calce alla nicchia
affrescata che funge da pala d'altare, e che recita:
QUESTA OPERA LA FATA F(ARE) RAFAEL DE RAFAEI E ZUAN BATISTA DE
SPERANZA MASSARI DI LIMOSINA. 1611.
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